Quella croce sulla cima dei monti, per guardare più in sù

«Ogni volta che parto per un’ascensione spero sempre di trovare una croce sulla cima». Così sull’Avvenire del 18 aprile Oreste Forno, alpinista himalayano negli anni ’80 e ’90. «Per me – aggiunge – la croce è un forte segno di paternità, di un rapporto con un Altro che mi chiama ad andare oltre le vette delle montagne». Ricordando i suoi “pellegrinaggi verticali”, effettuati tra il 2003 e il 2005 sulle amate vette lombarde, Forno racconta delle sue notti trascorse in montagna in compagnia della croce: «Sul Tresero e sul Monte alle Scale la vedevo stagliarsi contro le stelle. In quelle lunghe ore è stato per me un conforto, mi ha ricordato che non ero solo sulla Terra ma che, oltre alla mia famiglia, c’era Qualcuno che mi voleva bene e che mi spingeva ad andare oltre la vetta, a spingere lo sguardo più in alto delle cime per essere un uomo, un marito e un padre migliore».