La menzogna che diede il "la" alla prima guerra in Iraq

«Nel 1990 una 15enne di nome Nayirah parlò al congresso degli Stati Uniti, alimentando la scintilla che fece scoppiare la prima Guerra del Golfo. La ragazza raccontò che i soldati iracheni, dopo l’invasione del Kuwait, toglievano i neonati dalle incubatrici e li lasciavano morire, ma la sua testimonianza fu in seguito smentita da Amnesty International. Terminata la guerra, il New York Times ha rivelato che Nayirah era un impostore: si trattava della figlia dell’ambasciatore del Kuwait, e la sua testimonianza era stata scritta da due dipendenti della società di consulenza Hill&Knowlton
». A riesumare questa vecchia storia è stato The Indipendent (riproposta su Dagospia il 10 maggio).
Chi volesse vedere il commosso video della ragazzina kuwaitiana può cliccare qui.
Nota a margine. Istruttiva la ripresa di questa vecchia storia da parte del giornale inglese, perché fa intravedere come si fanno le guerre moderne. Quando a decidere erano i nobili e i re tutto era chiaro: questioni di potere che non avevano bisogno di essere giustificate agli occhi dei sudditi. Oggi la democrazia esige guerre giuste: da qui la menzogna elevata ad arma di distruzione di massa. In Iraq allora, in Siria e altrove ora.